Smartphone cattura-emozioni: quando fotografare ci fa perdere il momento

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Meglio immortalare un momento importante con una foto – la recita del figlio, un tramonto mozzafiato – o vivere quello stesso momento concentrandosi su di esso senza smartphone o macchina fotografica in mano? Se lo è chiesto uno studio pubblicato su Psychology & Marketing scritto da un gruppo di ricercatori guidato da Gia Nardini del Daniels College of Business di Denver. E la risposta – se tale può definirsi – non è affatto ovvia e scontata.

Oggigiorno si consumano sempre più esperienze, che spesso – per non dire sempre – proviamo con qualche malefico dispositivo elettronico in mano per immortalarle e condividerle con amici e parenti su piattaforme più o meno social. E' sempre più semplice, visto che la tecnologia inserita negli smartphone è sempre più avanzata e ci consente di fare cose che fino a pochi anni fa erano impensabili (basti pensare al dispositivo Oppo con zoom ibrido 10x in arrivo, o agli iPhone che abbracceranno quest'anno la filosofia della tripla fotocamera). Ma è corretto? Non è che poi ci perdiamo l’esperienza stessa perché siamo concentrati nel mettere a fuoco la scena non tanto nel nostro cervello quanto nel display dello smartphone?

Ebbene, la ricerca condotta dal gruppo di studiosi ha evidenziato come fare foto durante una “esperienza piacevole” possa ridurne la piacevolezza stessa. In altre parole, la propria attenzione viene spostata su altro (immortalare il momento con una foto) facendo perdere alla persona l’essenza stessa dell’esperienza.


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