Omicidio “Zico”, lite nata da una spazzola danneggiata. Il killer: “Mi ha bruciato, ora mi vendico”

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“Stavano litigando già dalla mattina, continuavano a provocarsi e addirittura “Zico” avrebbe provato a dar fuoco al pantalone che indossava il rivale”. Emergono ulteriori dettagli sull’omicidio avvenuto sabato sera a Mergellina al termine di una lite che ha visto protagonisti due marocchini senza fissa dimora.

A perdere la vita “Zico“, all’anagrafe El Hanati Mohamed Sghir, 51 anni, ucciso con una coltellata all’emitorace sinistro al culmine di una lite con un connazionale più giovane, Giovanni Rachid di 29 anni.

A raccontare le ultime ore di vita del clochard nordafricano sono alcuni residenti e commercianti che tra piazza Sannazaro e gli Chalet di Mergellina hanno avuto modo di conoscere le giornate “turbolente” di “Zico” e dei suoi amici.

Clochard che vivono in un locale in disuso alle spalle degli Chalet e di fronte alla funicolare. Passano la giornata a bere e, spesso, a litigare tra loro, provando a guadagnare qualche spicciolo lavando i vetri delle auto ai semafori e vendendo fazzoletti.

Da poco tempo, probabilmente qualche settimana, al gruppo di magrebrini si era aggiunto il 29enne Rachid che sabato ha ucciso “Zico” dopo un furibonda lite iniziata già dalla mattina. “E’ bassino e camminava sempre con uno zaino dietro le spalle. Sabato litigavano perché “Zico” aveva danneggiato la spazzola che utilizzava per lavare i vetri della auto ai semafori ma mai avrei immaginato un epilogo del genere” racconta a VocediNapoli.it un napoletano. “Fino alle 20 ero con “Zico” e un altro amico a bere un bicchiere di vino, poi siamo andati via e il giorno dopo ho saputo quello che era successo”.

Un residente della zona aggiunge invece un particolare ancor più inquietante: “In mattinata l’uomo che ha ucciso “Zico” era arrabbiato perché il connazionale aveva provato a dar fuoco al pantalone che indossava durante l’ennesima lite. Era furioso e ad alta voce aveva annunciato l’intenzione di vendicarsi per quanto subito”.  “Parole del genere – spiega – le pronunciavano spesso perché i litigi erano all’ordine del giorno. Bastava bere qualche bicchiere e si trasformavano. Queste persone non danno eccessivo fastidio a chi vive in zona ma quando si affrontano tra loro fanno paura, sono cattivi e spesso tirano fuori coltelli o si sfidano con i cocci di vetro delle bottiglie. Più volte è capitato di chiamare la polizia perché è sempre pericoloso intervenire quando iniziano a picchiarsi”.

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L’omicidio si è consumato poco prima delle 21, quando in via Mergellina, e precisamente nel tratto di strada che va dal ristorante Fratelli la Bufala alla clinica Mediterranea, Giovanni Rachid ha aggredito prima alle spalle il 51enne, procurandogli con un oggetto contundente una profonda ferita alla testa, per poi affrontarlo con un coltello dalla lama lunga 30 centimetri. Un fendente secco, che non ha lasciato scampo a “Zico” morto dissanguato.

Quando è stato fermato dai poliziotti dell’Ufficio di Gabinetto, che avevano scortato in hotel a Posillipo il Sassuolo in vista della sfida di Coppa Italia contro il Napoli, Rachid presentava diverse ferite, soprattutto al volto. Medicato in ospedale, è stato poi sottoposto a fermo per omicidio volontario aggravato dai futili motivi.

Non è la prima volta che “Zico” subiva aggressioni. Lo scorso 23 ottobre venne picchiato da un altro connazionale. Perdeva sangue dal volto e aveva ricevuto una brutta botta alla schiena. Si trovava steso a terra in piazza Sannazaro quando furono sollecitati i soccorsi. Poco dopo giunse un’ambulanza del 118 che medicò il marocchino e una volante della polizia che ricostruì l’ennesimo litigio degenerato nel sangue.

 

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