Zone economiche speciali. Messina propone anche le aree a vocazione turistica

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La proposta nell'ambito della cabina di regia regionale. Messina ha 600 ettari sui 5.600 siciliani ma spera di ottenere una propria Zes insieme alla 16esima Autorità di sistema portuale

MESSINA – Non solo Tremestieri, Larderia, la Zona Falcata, Giammoro e Villafranca, ma anche le aree a vocazione turistica. E anche "soluzioni per la rimozione dei vincoli normativi che gravano sui Sin (Siti di interesse nazionale) e confliggono con gli obiettivi di deregolamentazione assegnati dal legislatore alle zone economiche speciali". E' la proposta dell'Autorità Portuale di Messina nell'ambito della cabina di regia regionale per elaborare il Piano di Sviluppo strategico propedeutico alla richiesta di istituzione delle Zone economiche speciali siciliane, da presentare al Consiglio dei Ministri per la definitiva istituzione. 

Una straordinaria opportunità di crescita economica ed occupazionale grazie all’obiettivo di attrarre investimenti anche internazionali e di facilitare l’insediamento di nuove realtà industriali in contesti che possiedono tale vocazione oltre che assicurare i benefici di legge a quelle già insediate e produttive. 

Il gruppo di lavoro formato dalle professionalità interne dell'Authority di Messina ha redatto nei mesi scorsi un primo rapporto dettagliato sulle aree che, rispondendo alle caratteristiche imposte dalla normativa vigente, potrebbero essere oggetto dei benefici economici, finanziari e amministrativi previsti dall’istituzione della Zes. Il dossier riflette una visione del sistema delle attività produttive nel territorio messinese, e contiene, fra l’altro, una descrizione del contesto economico, le attività che si intendono promuovere e di specializzazione territoriale che si potrebbero rafforzare. Il documento è anche il risultato dei suggerimenti nati dal confronto attivato dall’Autorità portuale, in collaborazione con la Camera di Commercio, con gli stakeholders locali. I Comuni della circoscrizione portuale, i sindacati, Confindustria, l’Università e alcuni ordini professionali sono stati infatti chiamati a offrire il loro contributo in termini di idee e approfondimenti al fine di pervenire ad una proposta il più possibile condivisa e articolata.

Sui 5.600 ettari a disposizione per la Sicilia, Messina ne avrebbe 600 da dividere, come detto, tra il capoluogo e le aree lungo la fascia tirrenica Villafranca – Milazzo.

Ma mentre l'iter procede, l'obiettivo è di ottenere un'altra Zes specifica per la 16esima Autorità Portuale dello Stretto, che dovrebbe essere definitivamente approvata entro l'anno. Una zona alla quale aggiungere, oltre alle aree messinesi, anche quelle di Reggio Calabria (9,68 ettari) e Villa San Giovanni (3,65 ettari).

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