Web Tax: Germania e Francia salvano Apple e Amazon (e picchiano su Google e Facebook)

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Cosa propongono Germania e Francia per tassare i giganti del web, salvando Apple ed Amazon e invece colpendo Google e Facebook. Ma la proposta non passa

La web tax europea non s’ha da fare. Fallisce per il 2018 il tentativo dei ministri Ue della Finanze di trovare un accordo sulla tassa sui fatturati dei giganti del web.

Nemmeno la proposta (al ribasso) franco-tedesca ha trovato l’approvazione dell’Europa e tutto, ora, è rimandato al 2019. L’Italia, in realtà, sembra essere favorevole a supportare l’idea di Francia e Germania, ma il sostegno del nostro Paese non basta. Andiamo per gradi.

LA TASSA SUI GIGANTI DEL WEB

La web tax, almeno nella sua definizione originale, è la tassazione sui guadagni delle grandi compagnie che operano nel web (dall’e-commerce alla pubblicità online) come Google o Amazon.

A livello internazionale sono state diverse le proposte di intervento per definire una tassazione che aderisca alla nuova realtà della economia digitale, ma ancora oggi si cerca di definire una soluzione che valga per tutti Stati europei.

COSA PROPONGONO FRANCIA E GERMANIA

Nella giornata di ieri, i ministri delle Finanze europei hanno discusso nuovamente per cercare una soluzione univoca, ma la riunione si è risolta in un nulla di fatto.

In realtà, qualche novità c’è, ma non ha convinto abbastanza: Francia e Germania hanno pensato, come spiega il Financial Times, di poter tassare esclusivamente il fatturato di pubblicità online delle grandi società digitali.

L’aliquota sarebbe del 3 per cento e non toccherebbe società come Amazon ed Apple. A finire nel mirino franco-tedesco, invece, sarebbero Google e Facebook. Se la proposta dovesse venire approvata (prima o poi), potrebbe entrare in vigore nel 2021 nel caso in cui i Paesi dell’Ocse non trovino una intesa più generale entro quella data.

IL SUPPORTO DELL’ITALIA

Se è vero che l’idea di Francia e Germania non ha trovato l’unanimità e per ora è tutto rimandato all’anno nuovo, è anche vero che all’Italia la possibilità di tassare i profitti pubblicitari non dispiaceva.

“Supportiamo la proposta franco-tedesca”, ha detto il ministro dell’Economia, Giovanni Tria. “Siamo convinti della necessità di trovare una soluzione internazionale sulla tassazione digitale. Sappiamo che la discussione internazionale richiede tempo, per questo ringraziamo Francia e Germania per la loro proposta congiunta sulla quale si stanno facendo progressi”, ha affermato il ministro nella riunione Ecofin.

“Vorremmo una soluzione più ambiziosa”, ma “tenendo conto delle difficoltà di trovare un accordo” si potrebbe approvare la soluzione di Francia e Germania.

QUESTIONE DELICATA

La questione, però, non è semplice. Una web tax destinata alle imprese del web colpirebbe in particolare gli Usa, luogo di provenienza dei maggiori big tecnologici. E di questo ne è ben consapevole la Germania che non vorrebbe peggiorare i già difficili rapporti con Washington. La soluzione di tassare i profitti e non il fatturato potrebbe essere una soluzione efficace.

Meglio ancora, poi, se si arrivasse ad una decisione a livello globale piuttosto (cosa assai difficile, visto che già a livello Europeo trovare l’unanimità sembra essere impresa impossibile).

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