The Donald invoca America first ma nel Trump Store i prodotti made in Usa sono pochini

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Il presidente degli Stati Uniti inneggia al “Buy American” ma nello store online della Trump Foundation solo il 15% dei prodotti in vendita sono a marchio Usa

Il presidente dei dazi a destra e a manca, dell’America First e del “Compra americano e assumi americano” nasconde uno scheletro nell’armadio. Precisamente 227 prodotti non fabbricati su suolo americano in vendita nel suo Trump store online.

Ad accorgersene è stato il sito Quartz che rivela come degli 268 articoli in vendita sul retailer online della Trump Organization solo 41 sono fabbricati negli Stati Uniti. Il made in Usa tanto sbandierato dal Presidente in realtà costituisce solo il 15 % della merce disponibile nel suo Trump store.

ACQUISTA AMERICANO

Quartz ricorda quando nell’aprile 2017 il presidente Donald Trump ha firmato il cosiddetto ordine esecutivo “Compra Americano e Assumi Americano” per le agenzie governative degli Stati Uniti. “Con questa azione stiamo inviando un segnale potente al mondo”, aveva annunciato il presidente: “Difendiamo i nostri lavoratori, proteggiamo i nostri posti di lavoro e finalmente mettiamo al primo posto l’America”.

BASSA PERCENTUALE DI MADE IN USA

Se gli americani devono mettere l’America al primo posto, pare dunque che l’inquilino della Casa Bianca non sia tenuto a farlo nello store della sua Trump Foundation. Nel catalogo del Trump store i 41 prodotti a marchio Usa sono contraddistinti da una piccola icona della bandiera americana. Tra questi potrete acquistare i Sali da bagno ai fiori tropicali per 25 dollari, la T-shirt Trump Crest Crew da uomo e da donna oppure il cappellino da baseball con visiera in varie colorazioni targato Trump per 35 dollari.

PRODOTTI STRANIERI

Ma la stragrande maggioranza dei prodotti, secondo un’inchiesta del Washington Post del 2016, sono realizzati in 12 paesi stranieri: Cina, Messico, India, Turchia, Slovenia, Honduras, Germania, Bangladesh, Indonesia, Paesi Bassi, Vietnam e Corea del Sud.

Sempre Quartz ricorda l’episodio in chi Trump ha annunciato che non avrebbe più mangiato gli iconici biscotti Oreo dopo che l’azienda produttrice Nabisco ha trasferito alcuni dipendenti in una fabbrica in Messico nel 2016.

Cosa dovrebbe dire allora agli americani per convincerli a decorare l’albero di Natale con la sua pallina Trump Tower prodotta su suolo non americano?

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