Perché con il nuovo fondo Esm sfornato dall’Ecofin l’Italia non può festeggiare

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L’articolo di Francesco Ninfole, giornalista di MF/Milano Finanza, sul nuovo Esm riformato dall’Ecofin

I piccoli passi avanti di Eurogruppo ed Ecofin sulle riforme dell’Eurozona e dell’Unione bancaria nascondono insidie su alcuni fronti per l’Italia, indebolita nelle negoziazioni dallo scontro sui conti pubblici e dall’isolamento in Europa.

ECCO I PUNTI CRITICI PER L’ITALIA

Oltre agli esiti negativi attesi (il rinvio alle calende greche della garanzia comune sui depositi e di un bilancio dell’Eurozona), ci sono altri punti critici nelle regole sull’Esm come paracadute nelle crisi bancarie, fornitore di liquidità agli Stati in difficoltà, controllore dei conti e facilitatore nelle ristrutturazioni.

CHE COSA FARA’ L’ESM

Quanto ai fallimenti di istituti, l’Esm potrà anticipare al Single Resolution Fund (Srf) liquidità fino a un massimo di 55-60 miliardi (la stessa cifra versata dalle banche per il Srf). Le risorse impiegate saranno comunque rimborsate in seguito dal settore bancario.

LA TEMPISTICA DELLE DECISIONI SULLE BANCHE

Il meccanismo partirà nel 2024 e potrà essere anticipato soltanto dopo un’analisi di due indicatori nel 2020: la quantità di titoli svalutabili per il bail-in (Mrel) raccolti dalle banche e lo smaltimento di crediti deteriorati rispetto alla soglia lorda del 5% dei prestiti e a quella netta del 2,5%. Sono gli stessi livelli chiesti da Francia e Germania nel vertice di Mesemberg. Così l’Ue indica soglie fisse, che non considerano il forte calo delle sofferenze in corso. La riduzione dei rischi continua a essere limitata a quelli del Sud Europa.

CHE COSA CAMBIA PER GLI STATI

Passando dalle banche agli Stati, l’Esm potrà concedere linee precauzionali a condizioni stringenti: i Paesi in difficoltà devono rispettare le regole Ue su debito e deficit e non devono avere procedure di infrazione in corso. Inoltre saranno introdotte entro il 2022 le clausole Cac single-limb, che consentiranno una ristrutturazione più agevole dei bond di uno Stato. L’Esm potrà anche facilitare il dialogo tra Paesi e investitori privati nelle crisi. In teoria il meccanismo dovrebbe proteggere gli Stati in difficoltà, ma in realtà appare disegnato per salvaguardare quelli al sicuro.

IL RUOLO MAGGIORE NEL CONTROLLO DEI CONTI PUBBLICI

L’Esm inoltre avrà un ruolo più ampio nel controllo dei conti pubblici, un compito finora riservato alla Commissione Ue, accusata però dai Paesi del Nord di eccessiva flessibilità. L’Esm, guidato dal tedesco Klaus Regling, coopererà con Bruxelles condividendo giudizi anche al di fuori dei programmi di assistenza finanziaria. L’Esm parteciperà alle valutazioni di Bruxelles sulla sostenibilità dei debiti prima di concedere linee precauzionali. In caso di divergenti opinioni, la Commissione farà la valutazione complessiva mentre l’Esm giudicherà la capacità dello Stato di ripagare i prestiti. I due organi lavoreranno insieme anche alla definizione e al controllo delle condizioni che il Paese in crisi deve rispettare in cambio dell’assistenza. L’Esm sarà inserito nel diritto dell’Unione europea.

GLI STOP SU ALCUNI DOSSIER

A fronte di queste strette, non sono visibili condivisioni dei rischi significative, a parte quella ampiamente attesa sull’Esm nelle crisi bancarie (peraltro approvata con anni di ritardo rispetto agli impegni iniziali sull’Unione bancaria). Sulla garanzia dei depositi «è iniziato il lavoro per una tabella di marcia che avvi le negoziazioni politiche». L’Eurogruppo ha pure precisato che «tuttavia è necessario altro lavoro tecnico», da presentare entro giugno. Un altro rinvio tecnico è stato annunciato sul bilancio dell’Eurozona. La riforma dell’Esm sarà sul tavolo dell’Euro Summit del 13/14 dicembre.

IL NUOVO PACCHETTO DI REGOLE BANCARIE

Ieri intanto l’Ecofin ha approvato il pacchetto di regole bancarie. Via libera alla stretta sui requisiti Mrel, che potrà farsi sentire su istituti e prestiti. Per l’Italia le buone notizie sono legate alle svalutazioni ingenti di npl e allo sconto sul capitale per i prestiti alle pmi. Varate anche le norme di favore per la Germania su promotional bank e piccole banche partecipanti a schemi di protezione istituzionale.

 

Articolo pubblicato su MF/Milano Finanza

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