Sampdoria-Milan 0-2 dts, dichiarazioni post-partita di Gattuso: “Non era facile, abbiamo faticato”

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L’anno rossonero inizia con una bella iniezione di positività: nella difficile trasferta di Genova contro la Sampdoria si è visto un buon Milan, come al solito sprecone davanti e svagato dietro, ma qualitativamente meno brutto di altre volte. Certo i rischi corsi sono stati troppi e ci è voluto un grande Reina per sventare le pericolosissime conclusioni di Sapnara Kownacki. Le migliori occasioni per i rossoneri sono di Castillejo, che colpisce di testa su cross di Abate (accadrà nuovamente in contemporanea con il passaggio della cometa di Halley) e di Higuain, che sfiora un gol e se ne vede annullare un altro per offside. Anche Saponara ha una chance colossale, ma l’esultanza dell’ex viene strozzata dalla stessa sfera, che sfiora il palo di un nonnulla.

Si va dunque ai supplementari e i nuovi entrati Conti e Cutrone si rivelano decisivi: il primo, subentrato ad un Abate ordinato, crossa da destra e Cutrone insacca di prima attenzione; il numero 69, smentendo le assurde dichiarazioni del suo procuratore, è tutt’altro che infastidito e segna poco dopo con uno splendido pallonetto su gran lancio di Calhanoglu.

Sufficiente la prova del nuovo acquisto Paquetà, inizialmente schierato a centrocampo e isolato e poi spostato sulla trequarti, dove ha mostrato di avere stoffa. La prossima avversaria sarà la vincente di Napoli-Sassuolo. Vediamo ora le dichiarazioni di Gattuso.

Per prima cosa è viene analizzata la gara, sottolineando il principale pregio della squadra, la compattezza, e la qualità di Conti e Cutrone, subentrati nei supplementari e subito decisivi: “E’ stata una partita come piace a me. Patrick non segnava fuori casa da quasi un anno e siamo contenti. Reina è un portiere che non invento io. Sono contento della prestazione che abbiamo fatto. Ci sono partite in cui si fa fatica. Oggi Cutrone e Conti ci hanno dato qualità. Sapevamo che non era facile giocare contro questa Sampdoria. Mi è piaciuta la difesa. È stata una partita gagliarda. Sono contento per come ho visto i ragazzi aiutarsi, è stata una prestazione positiva“.

La situazione non brillante di Higuain accende giocoforza speculazioni e illazioni: “La testa è del giocatore, non è la mia. La cosa più importante è, quando parli con uomini, è guardarsi negli occhi e dirsi la verità. Non ho capito bene quali sono i malumori di Higuain, perché vedo un ragazzo contento, coinvolto nello spogliatoio. Vediamo cosa succederà, magari con un gol facendoci alzare un trofeo. Se dipendesse da me lo terrei a casa mia e gli darei da mangiare tenendolo da me“.

Ovviamente non può mancare un giudizio su Paquetà, oggi autore di un esordio tutto sommato positivo: “Penso che abbia fatto una buona partita nel primo tempo, ma veniva sempre a palleggiare. Ci ha dato respiro nel secondo tempo e lui andava a giocare l’uno contro uno e ci ha dato una grossa mano. Ha i tempi. Ieri ho detto che è un brasiliano atipico. E’ molto preparato tatticamente, è una spugna, assorbe tutto. Ha avuto grande voglia e veemenza. Ha grandi margini di miglioramento. Va lasciato tranquillo, non vanno fatti paragoni con Kakà, Cerezo o nessun altro“.

L’ultima dichiarazione è per Calhanoglu, oggi positivo solo a tratti: “Ha fatto fatica quando la Sampdoria ci ha schiacciato. Da due mesi a questa parte né LeonardoGazidis né nessuno di questa società mi è venuto a dire che Calhanoglu dev’essere sacrificato“.

 

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